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FINO A NON AVERE PIU’ SOGNI

FINO A NON AVERE PIU’ SOGNI

All’inizio degli anni ’80, grazie alla buona parola dell’assessore Giorgione, Federico fu assunto da una grande azienda commerciale di generi alimentari come addetto al magazzino. Era un lavoro faticoso e ripetitivo ma per lui non era un problema. Si trattava di un posto fisso e questo era essenziale per lui. La sicurezza remunerativa si conciliava col suo sogno di sempre, quello di mettere su una famiglia e di garantire ai suoi figli una vita migliore della sua.                                                                     
Pochi mesi dopo l’assunzione Federico  sposò Laura, la sua donna di sempre.  Nell’85 nacque Gianni e l’assessore Giorgione gli fece da compare di battesimo.  Qualche anno dopo i Cozzolino diventarono genitori di due favolosi gemelli, Giulio e Barbara.

Federico era un uomo forte, pensava lui a tutto.  Il fatto di essere l’unico a lavorare nella sua famiglia lo riempiva di orgoglio. Così aveva fatto suo padre, così aveva fatto suo nonno e lui non voleva essere da meno. Era un uomo instancabile Federico, capace di assemblare anche centoventi pedane al giorno. Il suo stipendio era sufficiente ai Cozzolino per soddisfare tutte le esigenze della famiglia e per mettere da parte un po’ di soldi, tanti quanti ne bastavano per coltivare il sogno di un futuro migliore per i loro figli.

Gli anni passavano, la vita dei Cozzolino era un po’ ripetitiva, i sacrifici erano all’ordine del giorno, tuttavia non erano un problema, guardare negli occhi i loro figli li ripagava di tutto. Gli occhi dei loro ragazzi rendevano Federico un uomo forte e Laura una donna felice.

Nell’anno del Giubileo Federico ebbe dei problemi alla schiena e subì un’operazione all’ernia del disco. Dopo l’operazione Federico non era più così forte. Riusciva ad assemblare circa sessanta pedane al giorno e il suo stipendio mensile si era ridotto.
Improvvisamente Federico e Laura  si trovarono davanti a tre possibilità, rinunciare ai beni di prima necessità, rinunciare all’orgoglio o rinunciare al loro sogno. Cominciarono ad attingere al loro sogno, pezzo dopo pezzo, fino a non avere più un sogno. Esauriti i sogni decisero di attingere dall’orgoglio e Laura iniziò a lavorare come operatrice addetta alle pulizie. I problemi però aumentavano invece di diminuire e il budget mensile dei Cozzolino somigliava sempre più a una coperta troppo corta.

Federico decise che era il momento di cambiare qualcosa e iniziò a pensare. Trovò la soluzione ai suoi problemi chiacchierando durante la pausa mensa con il suo collega Giuseppe Scarpetta che era nella sua stessa situazione. Pensa e ripensa i due arrivarono alla conclusione che, a quarantacinque anni, l’unica cosa che potevano tentare era quella mettere su un’azienda. Per fare gli imprenditori però necessita un capitale di partenza. Federico e Giuseppe decisero di procurarselo. Ci riuscirono riscuotendo in anticipo la liquidazione e ipotecando le loro case.

Federco e Giuseppe misero su un’azienda agricola. I prodotti della Cozzolino&Scarpetta erano ortaggi e frutta BIO.
Nei primi due anni di attività il guadagno fu buono, durante il terzo anno il fatturato si abbassò di poco. Il quarto anno invece fu terribile, i conti dell’azienda crollarono del tutto. Il bombardamento mediatico dei rifiuti che invadevano Napoli e l’informazione sul forte smaltimento illegale di rifiuti tossici in Campania fecero abbassare bruscamente le vendite della Cozzolino&Scarpetta. Successivamente la crisi economica mandò in profondo rosso i conti. Il bilancio del 2008 registrò un saldo negativo di 78mila euro.                                                            
Ormai Federico era un uomo debole e senza orgoglio. I Cozzolino avevano la casa ipotecata e un sacco di debiti della Cozzolino&Scarpetta da pagare. A Federico rimaneva solo l’onestà. Decise di rinunciare anche a quella e, con con l’accordo di Giuseppe, tramite l’assessore Giorgione, propose la Cozzolino&Scarpetta alla malavita organizzata.                           
Fu così che la Cozzolino&Scarpetta divenne un’azienda-lavatrice. Ora l’azienda non doveva più vendere ma fingere di vendere.  La sua nuova funzione  era quella di riciclare soldi sporchi provenienti dal pizzo, dai videogiochi illegali, dalla vendita di droga e dallo smaltimento illegale dei rifiuti. Il riciclaggio doveva avvenire attraverso la Cozzolino&Scarpetta che, emettendo fatture false, avrebbe lavato il denaro sporco. Federico e Giuseppe furono arrestati appena finirono di compilare la prima fattura farlcocca.  Unici imputati del processo, Federico Cozzolino e Giuseppe Scarpetta, furono condannati per  associazione a delinquere di stampo mafioso.

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